L’euro è irreversibile? Vedremo. Il Fondo Monetario Internazionale ha già fatto sapere che per tirare fuori la Grecia dai guai servono 50 miliardi entro il 2018. Un calcolo che anche noi abbiamo fatto traendone conclusioni molto negative sul futuro della moneta unica. Le domande sul tappeto sono due:  conviene all’Europa salvare Atene? E se alla fine la politica imponesse questa scelta a chi toccherebbe  pagare?  Il problema è tutto qui. Difficile che lo faccia ancora il Fmi, che non vede l’ora di tirarsi fuori da questa partita. L’attuale direttore  Christine Lagarde, è in scadenza. Cerca la conferma e, per averla, dovrà fare i conti con una realtà totalmente nuova. Finora, infatti, la carica era sempre stata assegnata ai francesi. Ora però i Paesi emergenti  scalpitano perché vogliono una rappresentanza negli organi internazionali adeguata al loro peso economico. L’eventuale scivolone sulla Grecia rappresenta l’occasione che aspettano per il ribaltone: se il Fmi non recupera i fondi che ha prestato ad Atene la carriera della Lagarde rischia il capolinea. In ogni caso è escluso che da quelle casse escano altri soldi.

Toccherà all’Europa fare da sola, ma attraverso quali modalità e con quale impatto sull’opinione pubblica? Già adesso il debito pubblico della Grecia risulta insostenibile tanto che Tsipras chiede un taglio del 30%. È mai possibile dare altri soldi ad un debitore moroso? Soprattutto dopo che il Fondo Salva  Stati ha dichiarato il default della Grecia per il mancato rimborso della rata al Fmi. Certo, sappiamo bene che le vie della finanza sono infinite, e che una parte dei nuovi finanziamenti serviranno a pagare debiti vecchi. Le scadenze potrebbero essere allungate e i tassi tagliati. La realtà dei numeri però dice una verità dura come il granito: la Grecia è fallita. Il resto sono chiacchiere e bei progetti.

Gli Stati europei prima di dare nuovi finanziamenti ad Atene dovranno prestare molta attenzione. L’opinione pubblica è già inferocita per tutti i soldi che sono stati buttati in questa fornace. È il caso di metterne ancora con la certezza assoluta di non vederli mai più tornare indietro? La nuova tranche da 50 miliardi per i prossimi tre anni costerebbe all’Italia circa 7 miliardi, che si aggiungerebbero ai 40 che abbiamo già dato. Siamo proprio sicuri che ne valga la pena? E soprattutto: come potrà il governo far digerire agli italiani, già inseguiti dalle tasse, dall’Imu, dalla Tasi e da tutto il resto che devono fare ancora uno sforzo aggiuntivo per sostenere la Grecia e tenere integra l’area euro? Missione impossibile. Ecco perché non è prudente scommettere sull’irreversibilità della moneta unica.

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