L’Europa è una unione fondata sulla tasse. Non è uno scherzo. Guardiamo bene che cosa sta succede: qual è la prima proposta veramente federale arrivata dalla Germania? Se non gli eurobond, almeno una piattaforma comune per combattere la disoccupazione o un progetto realistico per lo sviluppo mettendo da pare il famoso e fumoso Piano Juncker da 315 milioni. E invece nulla di tutto ciò: il primo mattone degli Stati Uniti d’Europa sarà l’eurotassa. Nessuna gioia, solo penitenza. Si tratta dell’imposta comunitaria proposta dal ministro Scheuble come embrione per lo stato federale. E chi è stato messo a capo dell’organismo che dovrà occuparsi del progetto? Ma naturalmente il Professor Monti, che di tasse è uno specialista mondiale.

Solo a un tedesco poteva venire un’idea del genere. La popolarità dell’Europa è in caduta libera, e l’euro è visto da milioni di persone come la causa del loro impoverimento e la Germania, per rilanciare il progetto che cosa fa? Propone una tassa. Un vero inno alla gioia. E’ chiaro che il piano non andrà da nessuna parte. Il Professor Monti si appunterà un’altra medaglietta sul bavero del loden e poi tornerà a casa. Bastano queste poche considerazioni per capire la crisi profonda in cui sono caduti l’Europa e la moneta unica. Per il rilancio servirebbe un sogno invece arriva una tassa, a conferma che l’Unione a trazione tedesca è destinata a una brutta fine. La Germania, purtroppo, non è capace di gestire l’egemonia con valori condivisi. Conosce solo ordini e supremazia come dice peraltro il suo inno nazionale Deutscheland uber alles.  Ci ha provato con i cannoni e i carri armati, ora con la moneta unica. La logica è la medesima. Nell’anima tedesca c’è una sola maniera di fare le cose: la loro. Tutti gli altri devono riconoscere la superiorità e adeguarsi. Con le buone se possibile, con le cattive se necessario. Spiegata così si capisce facilmente perché da più di un secolo il resto d’Europa marcia su Berlino per distruggerla.

Per capire che cosa intendiamo per egemonia basta vedere gli Usa. Anch’essi hanno esercitato il loro impero, talvolta pure brutalmente. Tuttavia sono riusciti anche a esportare un modello di società e di vita: dal suffragio universale alla Coca Cola, dai jeans alla mistica della Silycon Valley, passando per l’eccellenza delle sue Università fino all’elezione di un presidente di colore. Con questo non vogliamo santificare gli Usa, ma osservare che il loro impero non è fatto solo di potere ma anche di egemonia basata su valori e modelli condivisi. La Germania che cosa esporta (a parte le auto)? Rigore, austerità, tasse, supremazia. E poi c’è ancora qualcuno che si stupisce se il resto d’Europa si ribella?

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