Attenzione, attenzione: Lady Spread è tornata. Esattamente come accaduto due anni fa il fantasma dei mercati è ricomparso insieme ai primi caldi. Nel 2011 ci portò come regalo autunnale il governo Monti. Questa volta? Serve molta vigilanza perché ci stiamo avvicinando alla replica. Ma non sarà uno spettacolo divertente. Tutt’altro. Il quadro economico si sta deteriorando rapidamente. Il differenziale fra i Btp italiani e i bund sta tornando a testare quota 300 dopo essere scesa un centinaio di punti più in basso. Le Borse cadono. I rendimenti cui il Tesoro colloca i titoli di Stato sono di nuovo in tensione. All’ultima asta dei Bot sono tornati allo 0,9%. Il livello di guardia all’1% è stato solo sfiorato. Tuttavia siamo ai massimi da marzo dell’anno scorso. Tutto questo deve far riflettere perché si sta riformando la tempesta dell’estate 2011. Né si vede una via d’uscita: la Bce ha appena fatto sapere che i disoccupati nell’Eurozona sono più di ventitre milioni: un record che, secondo le previsioni, sarà superato a breve. Le ultime stime della Banca Mondiale sono ancora rivolte in negativo. Il ministro Saccomanni si consola annunciando che per fine anno l’Italia ritroverà il segno positivo nelle statistiche riguardanti il Pil. Può anche darsi, ma un recupero di mezzo punto dopo aver perso l’8% in cinque anni sembra veramente il rimbalzo del gatto morto. Nel frattempo Lady Spread torna a danzare, con la musica di listini sempre più preoccupati. Né, adesso, ci sarà più il bazooka di Draghi per mandarla via. In Germania il presidente della Bce è stato messo sotto processo con l’accusa di aver fatto un uso improprio della potente arma. Difficile che adesso si muova. Significa che ben difficilmente la Banca centrale si presenterà sul mercato per acquistare titoli dei Paesi deboli del Club Euro. La situazione si sta ingarbugliando anche perché non si capisce più la ragione dell’esistenza della Bce. Non può stampare moneta perché i trattati non lo permettono, e adesso non si può nemmeno far vedere sui mercati perché i tedeschi non vogliono.  Sarà un’estate caldissima. E il clima non c’entra.

 

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