L’ultima mazzata alle banche arriva dall’Europa. Il consiglio di vigilanza della Banca centrale europea (Bce), guidato da Andrea Enria, ha fatto sapere che le banche italiane, assieme a quelle tedesche e francesi, hanno un’esposizione al settore immobiliare commerciale “particolarmente alta in valori assoluti”. E aggiunto che tale esposizione, sia nel segmento immobiliare residenziale che in quello commerciale, è considerata una vulnerabilità chiave nella valutazione di rischio delle banche per il biennio 2022-2024.

“In una tabella pubblicata nell’ultima newsletter del consiglio di vigilanza della Bce si vede come – nel quarto trimestre del 2020 – in Italia l’esposizione bancaria all’immobiliare commerciale sia pari a 189 miliardi di euro. In Francia vale 261 miliardi, mentre in Germania ancora di più: 278 miliardi – scrive oggi Start Magazine –. La Bce definisce coerenti le esposizioni delle banche verso il settore dell’immobiliare commerciale, rappresentando circa l’8% del totale dei prestiti delle banche vigilate e oltre il 20% del totale dei loro prestiti alle imprese.

Il settore degli immobili commerciali, spiega Start Magazine, è considerato vulnerabile all’impatto della pandemia, mentre i rischi a medio termine di correzioni dei prezzi permanenti a crescere nel settore degli immobili residenziali, con segnali di potenziale sopravvalutazione dei prezzi delle abitazioni e livelli elevati di indebitamento delle famiglie. La Vigilanza della Bce spiega che la pandemia di coronavirus ha colpito il mercato immobiliare al culmine di un ciclo commerciale. All’inizio della pandemia le valutazioni sui mercati finanziari, come gli investimenti immobiliari, sono diminuite drasticamente. A detta dell’autorità, l’aumento del lavoro da remoto e dello shopping online – entrambe conseguenze della pandemia – possono dare vita a un cambiamento strutturale nel mercato degli uffici e dei negozi al dettaglio, con ratei d’affitto che potrebbero crollare nel medio termine.

Tale situazione potrebbe indebolire la posizione finanziaria dei prestiti, e si comportano perditempo su crediti per le banche che hanno una maggiore percentuale di prestiti bullet, prestiti non garantiti o prestiti pro-soluto. Una correzione al ribasso dei prezzi di mercato potrebbe avere come conseguenza, per le banche maggiori, degli accantonamenti per coprire il rischio credito del settore immobiliare.

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