Gli investitori non dormono certo sonni tranquilli. Inflazione e tassi, scesi quasi senza sosta per quarant’anni, iniziano a dare segnali che preoccupano non poco i mercati: se prezzi e rendimenti dovessero tornare a salire, a patire più di tutti sarebbero le obbligazioni a tasso fisso che, negli ultimi anni, sono state il porto in cui si sono rifugiati tutti gli investitori in cerca di rendimenti (anche a costo di prendersi dei rischi fin troppo sottovalutati). E gli asset azionari, in particolare quelli legati alla new economy, continueranno a crescere o – con prezzi già gonfiati fino alla stelle – finiranno per esplodere in una bolla, come accadde con i titoli legati ad Internet, ormai vent’anni fa?

“Immaginiamo allora il Treasury a fine anno, stando larghi, al 2-2.25 per cento e una crescita americana che, arrivata nel quarto trimestre vicino al 5 per cento, si trova davanti un 2022 in cui, anche per effetto base, dovrà iniziare a rallentare – scrive in un intervento su Start Magazine Alessandro Fugnoli, capo strategist dei fondi Kairos –. Ecco che il Treasury, da lì in avanti, ritornerà attraente per due categorie di investitori, i tradizionali compratori di tasso fisso da una parte e, dall’altra, i gestori di fondi risk parity che, come nota David Zervos, su quei livelli riapriranno bottega e riprenderanno a comperare insieme bond e borsa contando sui capital gain sui bond per bilanciare eventuali perdite sull’azionario.”

Quanto alla tecnologia, l’anima sua potrebbe non solo evitare l’inferno, ma limitarsi a mettere piede sulla spiaggia dell’antipurgatorio, senza addentrarsi troppo nell’area del pentimento e limitandosi a pratiche rituali di purificazione, spiega Fugnoli. Tutto fa infatti pensare che la battaglia tra i multipli in contrazione da una parte e gli utili in formidabile crescita dall’altra si concluderà alla pari. Parliamo della tecnologia solida, naturalmente, quella che fa utili o che si prepara a farne in tempi ragionevolmente brevi. La tecnologia concettuale e la tecnologia giocattolo di trading avranno momenti più difficili, con cadute di prezzo anche pronunciate che però non saranno ancora definitive.

“Le due visioni che abbiamo provato a disegnare non sono per forza inconciliabili tra loro. È possibile infatti pensare alla prima (il rialzo strutturale di inflazione e tassi) come strategica e alla seconda (il rialzo temporaneo di inflazione e tassi) come tattica – conclude Fugnoli –. A favore della prima, più ancora dei fattori economici incerti (nessuno ha idea di quante risorse inutilizzate possano diventare produttive prima di creare inflazione) gioca la considerazione politica che nessuno ha più lo stomaco per imbarcarsi in programmi di austerità fino al giorno in cui si vedrà un’inflazione vivace (che quindi un giorno arriverà). A favore della seconda c’è la considerazione che anche i grandi trend non sono mai lineari e che dopo un rialzo del rendimento del Treasury dallo 0.50 di un anno fa al 2 per centro e oltre (in ipotesi) di fine 2021, sarà ben possibile avere una fase di ritracciamento anche non breve.”

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