Il Fondo Monetario ha certificato una verità che su questo blog abbiamo ripetuto tante volte: a causa dell’euro l’Italia è entrata in una fase di stagnazione che durerà decenni. Francamente non ci voleva molto per capirlo; nei sette anni di crisi abbiamo perso circa il 10% del Pil, e considerando il ritmo di crescita tenuto dall’Italia negli anni di permanenza nella moneta unica si arriva facilmente al doppio decennio per recuperare il tempo perduto. Né c’è speranza che la situazione possa migliorare con un colpo di bacchetta magica: le politiche europee restano di natura strettamente recessiva e quindi non ci sono miglioramenti possibili all’orizzonte. La situazione è estremamente grave per i ragazzi: vent’anni per recuperare i livelli di occupazione e di ricchezza perduti significa votare al sacrificio le due prossime generazioni di italiani. Una è già stata persa, e il sacrificio della seconda è in preparazione.  Un fatto di una gravità fuori dal comune di cui però il governo non sembra voler cogliere il significato. La prima reazione, infatti, è stata molto negativa: il Fondo Monetario ha sbagliato le previsioni, ha detto il ministro Padoan. Ora però vorremmo capire una cosa: perché tutte le volte che i collaboratori di Christine Lagarde fanno una previsione che non piace ai sacerdoti della moneta unica vengono accusati di sbagliare i conti? Fateci attenzione: era già successo un mese fa. Alla vigilia del referendum della Grecia era stato pubblicato un report in cui si diceva che il debito di Atene non era sostenibile, e si proponeva perciò di tagliarlo. Le conclusioni erano state accolte fra molte proteste. A due giorni dal referendum quello studio era sembrata una bomba a orologeria messa sotto l’euro, e le dietrologie erano fiorite in abbondanza. Le accuse di complottismo si contavano a mazzi. In realtà l’Fmi aveva solo detto la verità come si sta vedendo in questi giorni. Anche la Germania si è convinta dell’insostenibilità del debito della Grecia, e andrà allo stesso modo con la recessione italiana. Solo che il governo italiano impiegherà molto tempo a riconoscere gli errori che ha commesso. Nel frattempo la situazione sarà diventata ancora più grave.

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