Vincenzo Aversa chiede al Pioniere: Cosa ne pensa della proposta del ministro delle Finanze tedesco Schaeuble di istituire un’autorità finanziaria in Europa (finanziata da trasferimenti fiscali e/o dall’introduzione di una nuova tassa nei Paesi membri dell’Eurozona), con l’obiettivo di affrontare le emergenze di bilancio degli Stati europei? Non sarebbe sufficiente conferire più poteri alla Bce in modo da renderla in maniera effettiva prestatore di ultima istanza?

Domanda molto interessante e di grande attualità. La risposta è semplice e complessa allo stesso tempo: è semplice perché la proposta del ministro Schaeuble non è tecnica ma squisitamente politica, perché punta ad una maggiore integrazione fra i Paesi dell’area euro. Per raggiungere questo obiettivo non è importante dare più poteri alla Bce, ma anche potendolo fare non è questo il punto. Quello che vuole il ministro è un gesto dei governi per cedere alla Ue un altro pezzo di sovranità. Ma è proprio su questo snodo che il progetto mostra per intero la sua debolezza: secondo la Germania il seme da cui dovrebbero germogliare gli Stati Uniti d’Europa è rappresentato da una tassa. Anziché parlare di crescita, di solidarietà, di un modello di sviluppo condiviso Berlino ha in mente come patto d’origine una tassa. È chiaro che la proposta non farà nessun passo avanti. È importante, però, per capire che  tutti i discorsi che si fanno in queste ore sull’Europa  sono aria fritta. In tantissimi, a cominciare da Renzi e Padoan, dicono che l’euro, per superare la crisi deve marciare verso una nuova fase di integrazione politica. Dovrebbe cioè superare la fase attuale che la vede come una moneta senza Stato. E quale sarebbe la prima pietra di questo edificio comune? Una tassa. Stiamo a parlare di nulla, ovviamente. Come potrebbero fare i governi a propagandare un’ idea del genere presso i rispettivi elettorati? Dovrebbero raccontare che l’Europa, dopo la moneta che ci sta impoverendo punta su un inasprimento fiscale. È ovvio che non se ne farà nulla ed è altrettanto ovvio che fino a quando dalla Germania arriveranno indicazioni del genere la crisi sarà sempre più profonda e l’ostilità verso l’Europa sempre crescente.

Che disastro.

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